Attuazione della politica d’armamento in linea con le previsioni: il Consiglio federale prende atto del primo rapporto annuale
Berna, 19.06.2026 — Il rapporto annuale della strategia in materia di politica d’armamento 2025/2026 mostra che complessivamente l’attuazione procede secondo i piani. Alcune misure sono già state attuate, mentre per tutte le altre l’attuazione è stata avviata. Le basi giuridiche per l’esportazione di materiale d’armamento e la situazione tesa sul mercato degli armamenti rimangono una sfida. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto nella sua seduta del 19 giugno 2026.
Alla luce del deterioramento della situazione di sicurezza, il 20 giugno 2025 il Consiglio federale ha approvato la sua prima strategia in materia di politica d’armamento. La strategia ha l’obiettivo di garantire il rafforzamento della capacità di difesa e di resistenza dell’esercito. A tale scopo verrà in particolare rafforzata la base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera, ampliata la cooperazione internazionale in materia di armamenti (in particolare con i Paesi europei confinanti) e verranno promossi la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione rilevanti in materia di sicurezza.
L’attuazione della strategia è stata avviata
La strategia in materia di politica d’armamento stabilisce cinque obiettivi generali. Tra questi figurano, tra l’altro, il rafforzamento della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB), la promozione della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione rilevanti in materia di sicurezza in Svizzera e l’ampliamento della cooperazione internazionale in materia di armamenti. Sulla base di questi obiettivi sono state definite 23 misure concrete da attuare in dieci campi d’azione. La strategia in materia di politica d’armamento prevede, ad esempio, che in futuro, per quanto possibile, il 60 per cento del volume degli acquisti di armamenti verrà effettuato in Svizzera e un ulteriore 30 per cento in Europa. Inoltre per gli acquisti si dovrà ricorrere maggiormente a prodotti già disponibili sul mercato e aumentare la cooperazione con gli Stati partner.
Per tutte le misure sono stati avviati i lavori di attuazione; alcune misure sono già state ampiamente attuate. Ad esempio, gli addetti alla difesa svizzeri all’estero sono ora stati incaricati di assumere un ruolo attivo nella rappresentanza degli interessi per l’industria svizzera degli armamenti. Ciò può offrire all’industria svizzera degli armamenti nuove possibilità di esportazione. Inoltre sono stati effettuati diversi acquisti insieme a Stati partner europei (ad esempio l’acquisto di sistemi di difesa terra-aria a media gittata nell’ambito dell’European Sky Shield Initiative, ESSI, e l’acquisto di sistemi tattici per la guerra elettronica con i Paesi Bassi, la Germania e la Danimarca) ed è stato lanciato un nuovo programma di ricerca nell’ambito della sicurezza con il Politecnico federale di Losanna (EPFL).
Per rafforzare l’industria svizzera degli armamenti è fondamentale migliorare le condizioni quadro giuridiche per le esportazioni. Come già sottolineato dal Consiglio federale nella strategia in materia di politica d’armamento, l’industria svizzera degli armamenti dipende imperativamente dalle esportazioni per poter sopravvivere dal punto di vista economico. Se non si riuscirà a migliorare le sue possibilità di esportazione e a ripristinare la fiducia dei partner esteri nell’affidabilità della Svizzera quale fornitore di armamenti, si rischia di perdere la rimanente base industriale critica per la difesa. Ciò aumenterebbe ulteriormente la dipendenza della Svizzera dalle importazioni di armamenti.
Il contesto geopolitico rimane una sfida
Come illustra inoltre il rapporto, la Svizzera continua a trovarsi in un contesto complesso dal punto di vista della politica d’armamento. Le capacità produttive di molti fornitori sono sfruttate al massimo per i prossimi anni. Per la Svizzera ciò comporta un’offerta ancora più ristretta sui mercati degli armamenti, ritardi incerti nelle forniture e minori possibilità di influenzare i prezzi e i tempi di consegna. Inoltre i produttori esteri attribuiscono una priorità sempre minore alla Svizzera.
Per la Svizzera è fondamentale rendere i processi di acquisto più flessibili, rapidi e resilienti, approfondire le cooperazioni in materia di armamenti, in particolare con gli Stati europei, e potenziare le proprie capacità industriali per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento dell’esercito. Alla luce di queste sfide, l’attuazione della strategia in materia di politica d’armamento verrà portata avanti in modo sistematico.
