La nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese rafforza la tutela dei diritti umani e dell’ambiente e sgrava le PMI
Berna, 02.04.2026 — Le grandi imprese svizzere sono tenute a rispettare i diritti umani e l’ambiente. Al contempo devono restare competitive in Svizzera e all’estero. La nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) si baserà sulle rilevanti norme internazionali e creerà maggiore protezione e certezza giuridica per garantire una gestione sostenibile delle imprese. Nella seduta del 1° aprile 2026 il Consiglio federale ha avviato la relativa procedura di consultazione. Con la nuova legge federale intende presentare un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sulla gestione sostenibile delle imprese, iniziativa che respinge.
Nel settembre 2025 il Consiglio federale ha deciso di presentare un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente». Il controprogetto mira a garantire che le grandi imprese svizzere rispettino i diritti umani e proteggano l’ambiente restando al contempo competitive in Svizzera e all’estero.
Il Consiglio federale ha ora stabilito le modalità concrete dell’attuazione materiale. Al fine di creare trasparenza e certezza giuridica, intende disciplinare in una legge speciale le disposizioni importanti che le imprese devono osservare nel quadro della loro attività commerciale in merito alla protezione dei diritti umani e dell’ambiente. Nella seduta del 1° aprile 2026, l’Esecutivo ha deciso di porre in consultazione la nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) fino al 9 luglio 2026.
Mantenere le regole consolidate e creare condizioni di parità
La LGSI riprende le regole consolidate di protezione dell’essere umano e dell’ambiente, orientandosi però alle norme internazionali rilevanti, in particolare alle vigenti disposizioni dell’Unione europea (UE), ossia il cosiddetto pacchetto Omnibus. Ciò è importante per le imprese svizzere al fine di preservarne la competitività.
La nuova legge prevede che in futuro le grandi imprese svizzere, ma non le piccole e medie imprese ossia le PMI; dovranno adempiere a specifici obblighi di diligenza in materia di diritti umani e dell’ambiente. In concreto dovranno identificare sistematicamente i rischi e adottare le misure necessarie. Questa regolamentazione interesserà circa 30 grandi imprese. Attualmente questi obblighi di diligenza sono applicabili esclusivamente alle imprese che presentano dei rischi nei settori sensibili del lavoro minorile e dei minerali originari di zone di conflitto.
Il Consiglio federale intende mantenere l’obbligo di presentare una relazione, per cui le imprese svizzere continueranno a dover riferire in merito ai rischi nei settori dell’ambiente, delle questioni sociali – comprese quelle in materia di personale – e dei diritti umani nonché della lotta alla corruzione e dei provvedimenti adottati per contrastarla. Le nuove misure si applicheranno tuttavia soltanto alle grandi imprese, ma non alle PMI; ossia riguarderanno circa 100 invece che le attuali 200 imprese. Esse dovranno però fare verificare le loro relazioni da un’impresa di revisione esterna.
Al fine di garantire l’adempimento degli obblighi di diligenza e di presentare una relazione nei settori dei diritti umani e dell’ambiente, le imprese in questione saranno oggetto di un controllo da parte di un’autorità nazionale di sorveglianza. Il Consiglio federale propone di affidare questo compito all’Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR).
Le disposizioni in materia di responsabilità aumentano la certezza giuridica e la protezione degli interessati
Secondo il diritto vigente, un’impresa che a causa di una mancanza di diligenza nel quadro della sua attività cagiona un danno a qualcuno è responsabile in virtù delle disposizioni generali sulla responsabilità del Codice delle obbligazioni (CO). Al fine di creare certezza giuridica e aumentare la protezione delle persone interessate, il Consiglio federale intende disciplinare esplicitamente nella LGSI la questione della responsabilità delle società madri svizzere. Per consentire una discussione il più possibile ampia, il Consiglio federale propone due varianti.
Secondo la prima variante proposta, la responsabilità è disciplinata esplicitamente nella LGSI e prevede che la società madre debba assumere la responsabilità per le sue filiali all’estero se il danneggiato può dimostrare alla società madre una violazione dell’obbligo di diligenza. La seconda variante stabilisce nella LGSI che in caso di danni vadano applicate le disposizioni generali sulla responsabilità del CO. Entrambe le varianti comprendono l’obbligo di svolgere sempre una procedura speciale di conciliazione in Svizzera prima di avviare un eventuale procedimento giudiziario.
Documenti
Controprogetto indiretto (legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese) all’iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente». Rapporto esplicativo per l’avvio della procedura di consultazione
Legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI). Progetto
Bericht. Regulierungsfolgenabschätzung zum indirekten Gegenvorschlag zur Volksinitiative «Für verantwortungsvolle Unternehmen – zum Schutz von Mensch und Umwelt»
(Questo documento non è disponibile in italiano)
