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Comunicato stampaPubblicato il 21 ottobre 2026

Centro d’informazione tossicologica: la Confederazione intende assicurarne per legge il finanziamento a lungo termine

Berna, 21.10.2026 — Il finanziamento del Centro d’informazione tossicologica Tox Info Suisse non è sufficientemente regolamentato. Per questo motivo nell’autunno 2025 il Consiglio federale si era detto favorevole a una partecipazione ai costi con le aziende che fabbricano prodotti che possono causare intossicazioni. Poiché non è stato raggiunto alcun accordo su base volontaria, come annunciato il Consiglio federale intende ora adeguare le basi legali. Nella sua seduta del 21 ottobre 2026 ha dunque posto in consultazione un progetto per la partecipazione ai costi da parte delle aziende fabbricanti.

Il Centro svizzero d’informazione tossicologica Tox Info Suisse offre importanti servizi a privati e professionisti in materia di tutela della salute. Fornisce circa 40 000 consulenze all’anno a persone che chiamano da tutta la Svizzera per sospetta intossicazione. I prodotti chimici e i medicamenti figurano tra le cause più frequenti per cui ci si rivolge al Centro d’informazione.

Dalla sua fondazione, circa 60 anni fa, Tox Info Suisse è stato finanziato sia da attori privati sia mediante entrate provenienti da contratti con ospedali, donazioni e contributi del settore pubblico. Negli ultimi anni, tuttavia, gran parte dei finanziatori si è ritirata. Nonostante Confederazione e Cantoni abbiano aumentato i loro contributi, ciò non è bastato a coprire i costi operativi annuali, pari a circa 4,35 milioni di franchi.

Nel settembre 2025, per mantenere operativo il Centro d’informazione sul lungo termine, il Consiglio federale si era detto favorevole a consolidare il finanziamento da parte di privati e del settore pubblico, ormai collaudato, e a disciplinare detto finanziamento mediante un accordo. Nel caso non fosse stato raggiunto un accordo, il Consiglio federale aveva deciso di disciplinare la questione a livello legale sancendo la partecipazione ai costi degli attori privati.

Dal dialogo successivo tra il Dipartimento federale dell’interno e rappresentanti dell’industria chimica e farmaceutica è risultato chiaro che l’industria non è disposta a sostenere in maniera sostanziale e duratura il Centro d’informazione su base volontaria. Il finanziamento dovrà quindi essere assicurato a lungo termine mediante modifiche delle basi legali.

Ciò comporta un adeguamento della legge sui prodotti chimici. La modifica di legge posta in consultazione prevede di obbligare i fabbricanti di prodotti chimici a gestire un centro d’informazione e a partecipare ai suoi costi. Un obbligo analogo andrebbe imposto anche ai titolari di omologazioni di medicamenti e sancito nella legge sugli agenti terapeutici. L’obbligo di partecipazione ai costi dovrebbe quindi riguardare tutti gli attori responsabili della fabbricazione di prodotti che causano oltre il 70 per cento dei casi di intossicazione. La consultazione terminerà il 8 febbraio 2027.

L’obbligo di garanzia del finanziamento e dell’operatività del centro interesserebbe circa 5500 aziende nel settore dei prodotti chimici e circa 300 in quello degli agenti terapeutici. Il nuovo disciplinamento comporterebbe per ciascuna di esse costi annuali di circa 240 franchi per i fabbricanti di prodotti chimici e di circa 5300 franchi per i titolari di omologazioni di medicamenti. La Confederazione e i Cantoni continueranno a sostenere finanziariamente il Centro d’informazione.

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