Libera circolazione delle persone: l’immigrazione segue la richiesta di manodopera
Berna, 25.06.2026 — L’immigrazione nell’ambito della libera circolazione delle persone è strettamente correlata al fabbisogno del mercato del lavoro svizzero. Nel corso degli ultimi anni ha svolto un ruolo significativo nel soddisfare la richiesta di manodopera in varie attività economiche. In un contesto caratterizzato da un progressivo invecchiamento demografico, l’immigrazione di manodopera ha sostenuto la crescita economica e il finanziamento dell’AVS. È quanto emerge dal 22º rapporto dell’Osservatorio sull’Accordo della libera circolazione delle persone.
Negli ultimi anni la richiesta di manodopera straniera nelle attività economiche ad alta intensità di conoscenza nel settore dei servizi è stata particolarmente elevata. In questi ambiti sono stati creati numerosi posti di lavoro, da cui hanno tratto beneficio anche i lavoratori svizzeri. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2025, il numero di lavoratori provenienti dagli Stati UE/AELS attivi nel settore della sanità e dell’assistenza sociale è aumentato di 90 000 unità, mentre il relativo incremento dei lavoratori svizzeri è stato pari a 162 000 persone. Significativa la presenza della manodopera UE/AELS anche per quanto concerne le attività stagionali, caratterizzate da una stabilità occupazionale esigua e da condizioni di lavoro spesso impegnative. Nel 2025 il 42 % della manodopera del settore alberghiero era costituito da cittadini UE/AELS, mentre in quello della costruzione questo valore era pari al 34 %. In tali settori è spesso difficile soddisfare il fabbisogno di personale ricorrendo solo a lavoratori residenti.
Anche l’industria manifatturiera dipende in misura rilevante dall’apporto di manodopera straniera. Nonostante un contesto difficoltoso, negli ultimi 20 anni il numero di occupati in questo settore è rimasto costante. Il 50 % della manodopera impiegata nell’industria chimico-farmaceutica proviene dallo spazio UE/AELS, mentre nell’industria orologiera questo valore è pari al 42 %.
Elevata partecipazione di immigrati UE/AELS e cittadini svizzeri al mercato del lavoro
Gli immigrati UE/AELS compresi nella fascia d’età 15–64 anni sono spesso più attivi rispetto agli svizzeri. Nel 2025 il loro tasso di attività si è attestato all’87,3 % (uomini: 90,1 %, donne: 83,6 %), rispetto all’84,8 % degli svizzeri (uomini: 87,1 %, donne: 82,5 %). Inoltre, i lavoratori provenienti dallo spazio UE/AELS presentano anche un grado di occupazione mediamente più elevato: nel 2025 esso si è attestato su un valore medio dell’89 %, rispetto all’81 % degli svizzeri.
Nel complesso, la partecipazione al mercato del lavoro – in particolare quella femminile – è ulteriormente cresciuta negli ultimi anni. L’elevata immigrazione nel mercato del lavoro non ha quindi ostacolato un miglior sfruttamento del potenziale di manodopera residente. Al contempo, non si è registrato un aumento della disoccupazione strutturale: al netto degli influssi congiunturali, né i lavoratori residenti né quelli immigrati risultano colpiti dalla disoccupazione con maggiore frequenza rispetto a 15 anni fa. In linea generale, questi elementi indicano che l’immigrazione nell’ambito della libera circolazione delle persone ha rappresentato un complemento efficace alla popolazione attiva residente.
Calo della popolazione svizzera nella fascia d’età attiva
L’elevato livello occupazionale ha contribuito ad attenuare gli effetti negativi del cambiamento demografico sulla crescita e sull’evoluzione del benessere economico. Tra il 2010 e il 2025 questo fattore ha consentito di aumentare il volume complessivo di lavoro fornito nell’economia, misurato in ore di lavoro, con un incremento medio annuo pari allo 0,8 %. Questo sviluppo è riconducibile esclusivamente all’immigrazione, dato che la popolazione svizzera in età attiva è diminuita. Negli ultimi 15 anni l’economia svizzera ha così registrato una crescita del PIL reale pari all’1,8 % annuo. A fronte di un aumento demografico annuo dell’1,0 %, ne è derivata una crescita del PIL pro capite pari allo 0,8 % annuo.
Immigrazione orientata al mercato del lavoro: un vantaggio anche per le assicurazioni sociali
L’immigrazione dallo spazio UE/AELS si è rivelata vantaggiosa anche per l’AVS, le cui spese nel corso degli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa a causa dell’invecchiamento demografico. I cittadini UE/AELS versano il 28 per cento dei contributi salariali destinati all’AVS e all’AI ma beneficiano solo del 15 per cento delle rendite erogate. Poiché spesso queste persone lasciano la Svizzera prima di raggiungere l’età pensionabile, la loro quota relativa alle prestazioni complementari versate è ancora più bassa (11 %). Al contrario, a causa del loro maggiore rischio di disoccupazione, i cittadini UE/AELS percepiscono più indennità di disoccupazione di quanto versino in contributi a tale assicurazione. Nel 2024 il loro tasso di aiuto sociale era pari al 2,3 per cento e quindi leggermente più alto rispetto a quello degli svizzeri (1,8 %).
