Crans-Montana: incontro tra Svizzera e Italia per discutere la cooperazione in materia di assistenza giudiziaria
Berna, 19.02.2026 — La Svizzera e l’Italia, entrambe tenute per legge a indagare sull’incendio di Crans-Montana, perseguono lo stesso obiettivo e intendono prestarsi reciproca assistenza giudiziaria. È quanto hanno stabilito il 19 febbraio 2026 la Procura del Vallese e la Procura di Roma in occasione di un incontro a Berna incentrato sulla cooperazione nel rispetto delle rispettive competenze. È quindi nell’interesse di entrambi gli Stati intensificare il coordinamento in merito a determinate misure di assistenza giudiziaria.
L’incontro si è svolto in un clima di reciproca fiducia e di pieno rispetto. Le due procure hanno sottolineato fin da subito che entrambi i Paesi condividono un unico obiettivo: fare piena luce su quanto accaduto a Crans-Montana. A tal fine possono contare su una cooperazione già consolidata in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
Il 19 febbraio 2026 l’UFG ha ospitato a Berna un primo incontro per definire i termini della cooperazione. Le due delegazioni erano guidate dalla procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud e dal procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi. A coordinare l’incontro è stato l’UFG, autorità centrale in Svizzera per l’assistenza giudiziaria internazionale. Tutte le decisioni sul territorio svizzero competono comunque all’autorità che dirige il procedimento, in questo caso la Procura vallesana. Durante l’incontro non sono state scambiate prove.
Poiché tra le vittime del rogo del 1° gennaio 2026 vi sono anche cittadini italiani, la giustizia italiana ha avviato, in base al proprio Codice penale, un procedimento penale, conducendo le indagini secondo il diritto nazionale.
Il 30 gennaio 2026 la Procura vallesana, cui compete il caso in Svizzera, ha accolto la pertinente rogatoria della Procura di Roma. La Svizzera ha quindi assicurato all’Italia il proprio sostegno concedendo l’assistenza giudiziaria in regime di piena reciprocità.
Cooperazione rafforzata sulla base della rogatoria già accolta
I due Paesi hanno espresso l’intenzione di rafforzare la cooperazione; un solido coordinamento in materia di assistenza giudiziaria e una cooperazione quanto più agevolata nel rispetto dei diritti di tutte le persone coinvolte rispondono infatti all’interesse di entrambe le parti. Gli inquirenti italiani potranno quindi partecipare, a intervalli regolari e sin dai prossimi giorni, alle operazioni di assistenza giudiziaria in Svizzera, a partire dalla selezione del materiale probatorio già raccolto. Questa cooperazione rafforzata è stata convenuta oggi sulla base della rogatoria italiana già accolta in sostanza.
L’assistenza giudiziaria lascia immutate le competenze e la sovranità per i procedi-menti penali nei rispettivi Paesi. Sarà la Procura vallesana, che dirige il procedimento sul territorio svizzero, a decidere quali prove raccogliere e se coinvolgere gli inquirenti italiani nell’assunzione delle prove. Lo stesso vale, a parti invertite, per la Procura di Roma sul territorio italiano.
