Influenza aviaria: misure revocate dal 1° aprile 2026
Berna, 30.03.2026 — L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) revoca tutte le misure di prevenzione prescritte in merito all’influenza aviaria. Da metà febbraio, in Svizzera, non si sono registrati casi di malattia negli uccelli selvatici. Inoltre, la loro migrazione annuale è ormai in gran parte conclusa. Tutto ciò riduce il rischio di casi di influenza aviaria nel nostro Paese. L’USAV continua a monitorare l’evoluzione della situazione in Svizzera e in Europa. Anche gli avicoltori possono contribuire al riconoscimento precoce di un’eventuale circolazione del virus.
Nel novembre 2025 l’USAV ha intensificato le misure di prevenzione contro l’influenza aviaria dopo che il virus altamente contagioso era stato individuato più volte negli uccelli selvatici in Svizzera e l’epizoozia circolava ampiamente in Europa. Inizialmente sono state definite zone di osservazione regionali, prima che la zona di osservazione venisse estesa a tutta la Svizzera il 25 novembre 2025.
Le misure di protezione ordinate miravano a prevenire il contatto tra uccelli selvatici e pollame da cortile, riducendo così il rischio di introduzione del virus negli effettivi di pollame. Tra queste, vi rientravano, in particolare, la limitazione dell’uscita alle aree protette dagli uccelli selvatici, la detenzione separata di diverse specie avicole e i requisiti di biosicurezza più severi nelle aziende. Vi erano restrizioni anche per i mercati e le esposizioni di pollame.
Situazione di pericolo attenuata
Da metà febbraio non sono più stati notificati casi di malattia negli uccelli selvatici in Svizzera. Sebbene il virus dell’influenza aviaria sia ancora presente in Europa, il numero di casi è tuttavia in calo. Diminuisce anche la probabilità di un’introduzione in Svizzera da parte degli uccelli migratori, che hanno raggiunto in gran parte le aree di estivazione. Inoltre, per molti uccelli questo è il periodo di cova, durante il quale restano stanziali, il che riduce anche il rischio di diffusione del virus. L’USAV revoca, pertanto, le misure di prevenzione prescritte con effetto dal 1° aprile 2026. Se la situazione dovesse nuovamente peggiorare, potranno essere ordinate in qualsiasi momento misure di protezione adeguate.
Resta necessaria un’elevata vigilanza
Gli avicoltori svolgono un ruolo fondamentale nel riconoscimento precoce della malattia. Devono monitorare regolarmente i loro animali e informare immediatamente un veterinario se constatano sintomi sospetti. I possibili segnali di un’infezione comprendono difficoltà respiratorie, gonfiori nella regione della testa, un netto calo della produzione di uova, gusci sottili o assenti e un aumento del tasso di mortalità.
I detentori di pollame sono tenuti per legge a registrarsi presso le autorità veterinarie cantonali. Questo vale a prescindere dalla situazione epizootica e comprende anche le detenzioni amatoriali. La registrazione consente alle autorità di fornire rapidamente informazioni in caso di focolaio e di attuare le misure necessarie in modo mirato.
Non toccare gli uccelli morti
La popolazione è invitata a non toccare gli uccelli selvatici morti o malati e a notificare tali ritrovamenti al guardiacaccia, alla polizia o al servizio veterinario cantonale, che provvederà a raccogliere gli uccelli e, all’occorrenza, ad effettuare le analisi necessarie. La sorveglianza degli uccelli selvatici consente di riconoscere rapidamente un’eventuale circolazione del virus in Svizzera e di adottare misure adeguate.
La trasmissione del virus dell’influenza aviaria all’essere umano è estremamente rara e finora è stata osservata solo in singoli casi, in seguito a un contatto stretto con pollame infetto senza l’uso di adeguati dispositivi di protezione.
